 |
 |
 |
 |
Il Chiostro si svolge elegante con le sue venti arcate, quadrato (ogni lato misura m 29,30). Le sedici colonne rotonde di stile toscano sono alte, compreso il capitello e la base, m. 2,85. Nel 1640 il pesarese Giulio Cesare Begni affresco le lunette del portico. La matrice degli affreschi di Begni e baroccesca, ma si notano echi da Raffaellin del Colle e connotazioni emiliane tipiche di Guido Reni nel suo ultimo periodo. Ognuna di esse fu fatta a spese di una nobile famiglia fanese, costando scudi quattro, e rappresenta un episodio della vita del gran santo di Ippona. E' contornata da un fregio di frutta e fiori intrecciati e alla base porta una leggenda in latino, che illustra l'affresco stesso. Al centro lo stemma della famiglia committente. Ancora sono visibili gli stemmi: di un vescovo, della Citta di Fano, dei Pili, dei Rinalducci, dei Martinozzi, dei Marcolini, dei Borgarucci, dei Borgogelli, degli Avveduti, dei Simonetti, dei Palazzi, degli Angelici, dei Carrara, dei Torelli, dei De Cuppis, dei Castracane, dei Petrucci, dei Lanci, dei Bertozzi, degli Sperandio, degli Aminani, dei Firmani; parecchi altri non sono piu decifrabili. Vi fu aggiunto lo stemma di Mons. Vincenzo Franceschini, vescovo di Fano dal 1896 al 1917. Sulla lunetta soprastante la porta che dal portico immette nella chiesa e dipinta la seguente iscrizione: "D.O.M. - Beneficentia dono- pictum Begni secula XVII-restauratum an. MDCCLXXV a Josepho Ceccarini: iterum restauravit Pascalis Garofani A. MCMVII". Come si vede da questa iscrizione gli affreschi ebbero due restauri, il primo nel 1755 di Giuseppe Ceccarini figlio del rinomato Sebastiano: il secondo nel 1907 da Pasquale Garofani, entrambi fanesi. |
|
 |
 |
 |
 |
|
|